![]() |
||||
|
Dedicato ai nostri produttori |
||||
|
|
|
Vacche e medica, antica passione
|
||
| Nell'allevamento moderno della
vacca da latte e soprattutto negli ultimi decenni, la continua innovazione
e la ricerca sempre più esasperata delle migliori performance produttive
hanno portato ad una esasperazione dei razionamenti, facendoci perdere
di vista l'importanza che ricoprono i foraggi, e in particolare modo la
medica, nell'alimentazione delle vacche. In seguito, alcune vicissitudini
verificatesi all'interno del mondo zootecnico (Bse) e la sempre maggior
attenzione dei consumatori volta alla richiesta di alimenti sempre più
sani hanno portato a un'ampia riflessione e a una riscoperta del beneficio
apportato dai foraggi, soprattutto dalla medica, nell'alimentazione in
particolare delle vacche da latte Come si accennava, la medica è
stata riscoperta grazie anche alla vicenda Bse, in quanto l'abolizione
totale delle farine di origine animale come fonte proteica nei mangimi
ha portato a rivalutare questa fonte vegetale di proteine. Infatti, oltre
ad essere una coltura che ben si inserisce nei piani colturali delle aziende,
fornisce una buona fonte proteica a basso costo. Il ruolo di questo foraggio
può venire riassunto in due punti fondamentali: importanza dietetica
e funzione nutrizionale. Analizziamo in breve ognuno di questi due aspetti. Ruolo dietetico La medica innanzitutto fornisce numerosi elementi utili all'attività ruminale, come acidi organici (malico, fumarico, ecc.), sorta di probiotici che nutrono determinati batteri in grado di trasformare acido lattico in acido propionico, riducendo i fenomeni di chetosi. Inoltre contiene ulteriori acidi importanti per la corretta nutrizione della mucosa che riveste il tubo digerente dei ruminanti. Non sussistono quindi dubbi sui benefici che produce, anche grazie alla sua fibra ad alta digeribilità, sull'attività ruminale. La medica poi apporta alla razione una fonte proteica peraltro di buona qualità: fornisce una proteina degradabile a livello ruminale almeno per il 70%, mentre il restante 30% che oltrepassa il rumine viene assorbito a livello intestinale. In seconda battuta, ma non per importanza, rappresenta anche un buon apporto fibroso, indispensabile per avere un buon trofismo ruminale che favorisce il transito e conseguentemente una buona modularità nella digestione della razione. Dobbiamo comunque fare molta attenzione alla qualità del foraggio, che possibilmente deve essere sfalciato nell'epoca migliore, al bottone di fioritura, per far sì che esso possa mantenere un buon quantitativo di proteina ed avere un basso tenore in Adfl (cellulosa e lignina reagenti al detergente acido) che rallenterebbe il transito e di conseguenza l'ingestione totale nelle 24 ore della razione. Tuttavia, tenendo conto della notevole importanza che ricopre l'epoca di fienagione per ottenere un fieno di ottima qualità, l'aumento di Ndf e fibra grezza comporterà una minore velocità di transito ruminale della razione, con conseguente maggior dispendio di energia da parte dell'animale (masticazione più lunga). Vi sarà quindi necessità di una maggiore insalivazione sia per consentire un miglior attacco del prodotto da parte della flora batterica ruminale al fine di una sua degradazione, sia come effetto meccanico (ruminazione) per ridurre le dimensioni del prodotto sino ad almeno 0,6 cm, in modo da consentirne agevolmente il transito dal rumine all'abomaso per continuare i normali processi digestivi. Ruolo nutrizionale Come accennato, un fieno di medica fornisce un apporto proteico, glucidico e lipidico assai importante. Tale apporto tuttavia dipende strettamente dall'epoca di fienagione, ossia sarà massimo se la medica viene sfalciata e raccolta nel periodo più idoneo, e viceversa. Raffrontando due fieni, uno raccolto alla giusta epoca e uno oltre il momento ottimale, emerge evidente, sulla base dei valori nutrizionali, l'importanza di raccogliere il fieno nella giusta epoca. In particolare si evince che nella medica sfalciata in fioritura, oltre ad un calo di quasi due punti percentuali delle proteine, si verifica anche una leggera diminuzione dell'apporto glucidico, a fronte invece di un aumento di ben cinque punti percentuali sia dell'Ndf sia della fibra grezza Come accennato, l'aumento di Ndf e fibra grezza comporterà una minore velocità di transito ruminale della razione con conseguente maggior dispendio di energia da parte dell'animale per assimilare tutta la razione. Si determinerà quindi la necessità di aumentare l'integrazione energetica con concentrati per mantenere costante l'apporto nutrizionale della razione stessa. Inoltre, si può notare un calo della fonte lipidica e del calcio apportato, a seconda dell'epoca di sfalcio del prodotto. Occhio allo sfalcio In relazione ai vantaggi offerti da una razione a base di medica, si sottolinea pertanto l'estrema importanza della corretta epoca di sfalcio per ottenere un fieno di ottima qualità, meglio se autoprodotto. Il fieno di medica consente dunque di ridurre il quantitativo di concentrati somministrati a integrazione della copertura dei fabbisogni alimentari delle vacche, con un conseguente, notevole risparmio sul costo totale della razione Per sottolineare ulteriormente il valore dell'autoproduzione e, nel caso specifico, l'importanza di avere sempre a disposizione un ottimo fieno di medica, bastano i valori dei chilogrammi di latte prodotti giornalmente per capo che, sulla base della teorica copertura dei fabbisogni alimentari, una vacca in media può produrre in relazione alle diverse combinazioni quantitative fra apporto di concentrato e qualità del fieno somministrato. Per ottenere la medesima quantità di latte (per esempio 35,9 kg), se si utilizza un ottimo fieno vi sarà la necessità di integrarlo solo con 4,6 kg di concentrato. Viceversa, con il graduale decadimento della qualità del fieno si determinerà il bisogno di aumentare progressivamente la quantità di concentrati impiegati, sino ad arrivare, nel caso di un fieno di qualità scadente, a somministrare oltre 16 kg di concentrato senza tuttavia riuscire a ottenere dalla vacca delle performance di produzione elevate A conferma di ciò, si ricorda che, nella razione per vacche che producono latte per prodotti tipici (Parmigiano Reggiano), la base, come da disciplinare di produzione, deve essere data da foraggi di provenienza locale: la loro importanza si evince proprio dal fatto che per produrre 35,9 kg/giorno di latte occorre quella diversa e notevole integrazione di concentrati a seconda della qualità del fieno, di cui si è appena trattato. Conclusioni A conclusione di quanto esaminato, si può certamente asserire che riveste una notevole importanza l'attenta cura della qualità del fieno di medica. Requisiti qualitativi elevati consentono innanzitutto un immediato risparmio in termini di costi di razionamento; inoltre la particolare attenzione volta al fine di ottenere un buon fieno premierà nel tempo la costanza dell'allevatore con maggiori performance produttive delle vacche. Si determinerà di conseguenza un doppio guadagno, in relazione alla maggiore produzione di latte unita alla minore spesa per il razionamento, a cui va aggiunto l'indubbio beneficio determinato dal miglior benessere della mandria. Massimo Giacchini, Elena Tibiletti - Informatore Zootecnico n.15 / 2002 |
||||
|
|
|
|||
|
Home
Page - Chi Siamo - Alta
Qualità - Bilanci - La
base sociale - La storia |
||||