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  16 Refrigerazione del latte

Il freddo e la qualità del latte
Il raffreddamento del latte fatto in modo non corretto e con serbatoi inadeguati può indurre a delle alterazioni di ordine fisico chimico e microbiologico, generalmente irreversibili, che possono comprometterne la qualità sia per il consumo diretto sia per i prodotti trasformati. Le modificazione di ordine chimico fisico riguardano sia la fase colloidale, costituita da micelle di caseina, che la fase grassa. A livello delle caseine il raffreddamento non corretto e prolungato, provoca una solubilizzazione parziale di alcuni elementi micellari, che si riflette principalmente sull'utilizzazione casearia del latte. Per quanto riguarda al grasso, il raffreddamento del latte, provoca la cristallizzazione progressiva dei trigliceridi con possibili fessurazioni delle membrane di protezione dei globuli di grasso. La stessa membrana può essere alterata dallo sbattimento e dall'agitazione violenta del latte in presenza d'aria. Il deterioramento della membrana dei globuli di grasso favorisce la lipolisi. L'attività lipolitica libera degli acidi grassi con conseguenti effetti negativi sul sapore del latte e dei prodotti di derivazione. A livello microbiologico, il raffreddamento prolungato induce alla proliferazione di mi-crorganismi psicrotrfi, i quali producono enzimi lipolitici e proteolitici, che trasmettono ai prodotti trasformati odori e sapori sgradevoli.

I serbatoi refrigeranti del latte
"I problemi"

Tecnici del settore lattiero caseario e allevatori, sempre più sono a dover affrontare il problema carica microbica del latte, anche se, in molti casi sono migliorate sia le tecniche di mungitura sia la gestione ambientale della stalla intesa come microclima, cuccette, lettiere, corsie eccetera. Non a sufficienza ci si preoccupa del sistema di raffrescamento o raffreddamento del latte e dei serbatoi refrigerante. In diverse aziende zootecniche è aumentata la produzione di latte, e, in molti casi ci si è trovati a dover utilizzare in modo non corretto il serbatoio refrigerante.

Errori frequenti sono, per esempio, l'introduzione nel serbatoio refrigerante ad ogni mungitura più latte, rispetto alle sue reali capacità di raffreddamento, oppure serbatoi dimensionati per quattro munte, utilizzarli a due, serbatoi acquistati usati, dove il dimensionamento del compressore non sempre è adeguato alla quantità di latte che è introdotta durante la mungitura e, non meno importante, locali dove sono posizionati i serbatoi refrigerati, inadeguati. Queste condizioni e tante altre, portano ad un aumento di tempo nel raffreddare il latte alla temperatura desiderata con conseguenza aumento della carica microbica nel latte. Un problema, che non viene quasi mai evidenziato, ma che può creare notevole deterioramento del latte destinato a trasformazioni particolari, è il congelamento. Infatti, diversi serbatoi refrigeranti per caratteristiche costruttive e di progetto non sempre perfette all'inizio della mungitura quando il latte ancora non arriva alla pala di agitazione può congelare. Oltre a compromettere il funzionamento della pala, modifica strutturalmente le caratteristiche fisiche e chimiche del latte. Altro aspetto, che non sempre è fatta sufficiente chiarezza, tra acquirente e fornitore, sono le caratteristiche tecniche del serbatoi refrigeranti del latte sfuso. Molto spesso ci si sofferma sulla quantità di latte contenuto, i materiali utilizzati, le caratteristiche dei compressori, solo poche volte si fa chiarezza sulla classe di appartenenza del serbatoio refrigerato come previsto dalla norma internazionale I.S.O. 5708. Nella maggior parte di serbatoi refrigeranti per latte sfuso installati in azienda non sono presenti le targhe (previste dalle norme I.S.O.) applicate ai singoli componenti e una sul serbatoio facilmente visibile, fissata stabilmente ad esso, contenente almeno i seguenti dettagli in lettere indelebili:
· Nome costruttore o marca commerciale
· Tipo e numero di serie
· Volume nominale
· Le classi di prestazioni appropriate con almeno tre simboli , dove la prima indica il numero delle mungiture , la seconda, classe di temperatura ambiente dove il serbatoio refrigerante può lavorare, la terza indica la classe del tempo di refrigerazione
· Tipo di liquido frigorigeno, se l'evaporatore fa parte del serbatoio.
Queste caratteristiche sono essenziali per capire che tipo di serbatoio refrigerante per latte si acquista. E' frequente che le classi siano non adeguate alle caratteristiche climatiche dove è installato il serbatoio e alla destinazione del latte. In Italia non vi è nessun organismo tecnico ufficiale che indichi le classi minime di appartenenza dei serbatoi refrigeranti del latte nelle diverse zone. Nei mesi estivi in molte sale latte in diverse regioni italiane è frequente superare i 32° C come temperatura ambiente. La maggior parte dei serbatoi refrigeranti del latte sfuso commercializzati in Italia, sono classe B II, dove la loro progettazione e collaudo per prestazioni ottimali standard ha come condizione principale la temperatura ambiente che non deve superare i 32 °C e che impiegano tre ore per portare il latte a quattro ° C. Se a queste problematiche aggiungiamo la scarsa manutenzione che frequentemente è fatta ai serbatoi refrigeranti, diventa normale che in molti allevamenti capiti con frequenza di non poter consegnare un latte di qualità a basso contenuto microbico e alla temperatura prevista.

       

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