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  12 La routine di mungitura (2a parte)
    

SEQUENZA DELLE OPERAZIONI
con vacche sporche

  • Pulizia delle mani
  • Pulizia dei capezzoli
  • Raccolta primi spruzzi di latte
  • Attacco del gruppo
  • Aggiustamento del gruppo
  • Fine della mungitura
  • Stacco del gruppo
  • Teat-diping

SEQUENZA DELLE OPERAZIONI
con vacche pulite

  • Pulizia delle mani
  • Raccolta primi spruzzi
  • Pulizia dei capezzoli
  • Attacco del gruppo
  • Aggiustamento del gruppo
  • Fine della mungitura
  • Stacco del gruppo
  • Teat-diping

La pulizia delle mani è importante in quanto i batteri come lo Staph. Aureus possono vivere sulle mani ed essere trasmessi alle vacche. Possono essere utili i guanti in lattice.
Per eliminare i primi getti di latte è sufficiente raccogliere 2 o 3 spruzzi per ogni capezzolo, meglio se raccolti in un recipiente con fondo nero. E' sbagliato spruzzare il latte nella lettiera o sulle mani. Se necessario utilizzate solo due dita che siano pulite per i primi spruzzi di latte. Questa operazione permette di osservare eventuali anomalie quali sono coaguli del latte (mastite clinica) e/o alterazioni (calore, dolore) di un quarto, stimola l'emissione del latte ed elimina i microrganismi e le cellule del latte rimasto dalla munta precedente nel capezzolo. Se dal controllo dei primi spruzzi di latte esce uno stoppino, è un segnale anticipato di un problema. Controllare bene la mammella (palpazione), fare un CMT o verificare con strumenti portatili la conducibilità elettrica del latte, e decidere il da farsi secondo le indicazioni del veterinario aziendale. La pulizia dei capezzoli ha lo scopo di abbassare la presenza di batteri che sono sopra i capezzoli, riducendo così anche il rischio di mastiti. E' importante pulire la punta utilizzando meno acqua possibile. Non usare mai uno straccio per più vacche, utilizzare o solo un fazzoletto di carta, o salviette imbevute di disinfettante, o schiume a base di acido lattico e fazzoletto di carta. Asciugare sempre con materiale monouso. Uno per vacca. E' più importante asciugare che lavare. I batteri sono ottimi nuotatori, inoltre attaccando i prendicapezzoli asciutti, si attaccano bene le guaine ai capezzoli stessi. Per asciugare bene i capezzoli, strofinare il fazzoletto intorno al capezzolo e pizzicare la punta per pulire lo sfintere. In caso di tizzo di stracci, tra una mungitura e l'altra lavarli e disinfettarli in lavatrice con candeggina o con acqua molto calda e asciugare. L'attacco del gruppo deve essere veloce e senza entrate di aria per evitare fluttuazioni di vuoto, se si aspetta troppo tempo per l'attacco del gruppo si perde l'effetto ossitocina e si prolunga la mungitura oltre a perdere produzione. Nella mungitura alla posta, la vacca successiva va pulita nel momento in cui la vacca di fianco ha terminato la mungitura. Tra la pulizia e preparazione non devono trascorrere più 30-40 secondi dall'attacco gruppo. Nella mungitura in sala i capezzoli vengono puliti e stimolati per le prime 2 o 3 vacche (in funzione della velocità del mungitore e della distanza dal parto delle vacche) e quindi attaccate. La stessa operatività si ripete per le altre 2 o 3 vacche successive. L'attacco del gruppo deve essere diritto sotto la mammella, tenendo il tubo corto del latte piegato, ripiegato a zeta fino a quando il capezzolo è collocato all'interno della guaina. Si attaccano i prendicapezzoli più distanti per completare con quelli più vicini all'operatore. Il mungitore veramente capace e abile con la mano destra prende contemporaneamente i 2 prendicapezzoli più distanti e li attacca quasi contemporaneamente a quelli più vicini con la mano sinistra che hanno trattenuto il collettore.
E' necessario assicurarsi che il gruppo sia posizionato correttamente, tendenzialmente in avanti e, che il peso del gruppo possa essere distribuito su tutti i quarti per avere una mungitura uniforme.

Se non si posiziona correttamente il gruppo, può cadere o permettere ingressi di aria indesiderati dalle guaine.
Durante la mungitura e in particolare verso la fine, quando cambia forma la mammella o che la vacca si muove è corretto intervenire per correggere la posizione del gruppo. Il momento più delicato è quello dello stacco del gruppo di mungitura. Non va bene troppo presto in quanto rimane latte, di conseguenza profitto, in mammella. Se rimane troppo a lungo (sovramungitura) danneggia i capezzoli e crea edemi con conseguenze gravi. Nella fase finale di mungitura, per effettuare la sgocciolatura, un grosso rischio, e quello di far entrare aria dalle guaine di conseguenza si facilitano nuove infezioni di mastite. Le vacche si abituano alla sgocciolatura di conseguenza l'aspettano per dare tutto il latte. Le primipare è meglio non abituarle perché è dannoso e fa perdere tempo.
Un piccolo test per verificare se lo stacco del gruppo al momento giusto. Subito dopo aver staccato il gruppo di mungitura, una seconda persona continui a mungere a mano i quarti raccogliendo il latte, ripetendo per almeno 10 vacche. Se viene raccolto ¼ di litro per vacca è normale. Se viene raccolto ½ litro distribuito tra i quarti è accettabile, ma molta attenzione alla posizione del gruppo. Se è più di ½ litro c'è un problema da risolvere. E' necessario l'intervento di uno specialista di sistemi di mungitura. Lo stacco del gruppo deve essere fatto in modo delicato interrompendo il vuoto con la chiusura del collettore attendere alcuni attimi e staccare tutti e quattro contemporaneamente. Evitare di staccare i prendicapezzoli uno alla volta. L'ingresso di aria nei prendicapezzoli staccati facilita il passaggio dei microrganismi negli altri quarti. Lo stacco automatico del gruppo è la soluzione migliore. E' importante verificare periodicamente la portata del flussometro e i tempi di intervento delle diverse fasi. Nella mungitura alla posta va evitato l'ingresso d'aria dal collettore per far entrare il latte presente nel collettore in quanto si va a creare fluttuazioni di vuoto. La mungitura di vacche con tre capezzoli va fatta chiudendo il prendicapezzoli non utilizzato con un tappo pulito.
Per verificare se l'operatore di mungitura adotta una routine corretta e se la macchina è tarata con parametri adeguati in funzione del flusso del latte delle vacche in allevamento, è opportuno, almeno una volta all'anno, far rilevare da specialisti in mungitura con appositi strumenti elettronici, grafici sull'emissione del latte.

Opportunamente interpretati, questi grafici permettono di correggere sia la routine adottata, che la taratura dei flussometri e comando stacchi automatici, oltre ai parametri di funzionamento dell'impianto di mungitura.
L'applicazione del teat-dipping fatto immediatamente dopo lo stacco del gruppo di mungitura può aiutare a ridurre l'incidenza di mastiti contagiose in allevamento. E' importante utilizzare prodotti validi provvisti di schede tecniche e di sicurezza consegnate ai mungitori, dove sia possibile apprendere le corrette modalità d'uso e i principi attivi contenuti. Il post dipping oltre che un effetto disinfettante deve avere un effetto emolliente per i capezzoli e devono permettere la traspirazione dei tessuti. Molta attenzione alla tecnica da utilizzare per i prodotti filmanti, in quanto diventa indispensabile rimuovere tutta la pellicola con particolare attenzione allo sfintere alla mungitura successiva. L'applicazione deve essere su tutta la superficie del capezzolo, meglio l'immersione che lo spray. Nei periodi invernali con vento e freddo è opportuno far uscire le vacche dalla sala quando il post dipping è asciutto. L'applicatore del post dipping va pulito ad od ogni mungitura.
A termine mungitura è indispensabile effettuare l'esame del filtro del latte. Permette di valutare alcuni aspetti:
a)la presenza di sporcizia (lettiera e/o capezzoli poco puliti);
b)la presenza di grumi nel latte (problemi alle mammelle).

       

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