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Manualità di mungitura
Ordine di mungitura: si inizia
dal gruppo delle sane:
- Fresche di parto (7-8 giorni) soprattutto le primipare
- Vacche che si presume siano sane
- Poi le vacche con cellule elevate (> 1000.000)
- Vacche con trattamento (con antibiotico)
- Vacche infette con mastite clinica.
Le vacche con infezioni da batteri contagiosi devono
essere identificate per evitare la diffusione dell'infezione ad altre
vacche. Si possono identificare con una banda colorata sull'arto. Ad
esempio, giallo per le infette, rosso per il latte non conforme. Oppure
si possono identificare con una croce rossa sulla schiena o con un segno
sulla posta (per le stabulazioni con vacche legate).
Obiettivo della separazione è di evitare che una vacca sana sia
munta con la stessa attrezzatura già utilizzata per una vacca
infetta (la vacca infetta ha un microrganismo contagioso individuato
nel latte e le apparecchiature di mungitura possono portare questi microrganismi
alle vacche sane). Nel caso sia impossibile la separazione è
basilare disinfettare il gruppo di mungitura dopo aver munto una vacca
infetta (manualmente in acqua + 50 ppm di iodio per 30 secondi seguito
da risciacquo, oppure tramite un sistema di backflushing automatico).
In stabulazione alla posta è consigliato mettere le vacche infette
alla fine della fila e verso l'uscita del nastro trasportatore del letame,
oppure mungere le vacche sane sulla fila all'andata e le infette al
ritorno. Oppure utilizzare un gruppo di mungitura solo per le vacche
infette. Le vacche infette con forme croniche (di Staph. Aureus, Str.
Agal., Mycoplasma) che persistono dopo la terapia in asciutta è
opportuno prendere in considerazione la loro eliminazione dall'allevamento.
Una regola fondamentale, come previsto e sottolineato dal D.P.R. 57/
97, che prima e durante la mungitura, gli addetti alla mungitura dovranno
lavarsi e disinfettarsi le mani e braccia e indossare camici o tute
pulite. E' buona abitudine per l'operatore di mungitura, abituarsi ad
indossare sempre i guanti in lattice o in vinile a perdere. Dopo aver
predisposto la sala d'attesa e sala di mungitura bagnando pareti e pavimenti
per evitare l'attaccarsi 
in modo rigido di feci o altro, dopo il risciacquo e asciugatura dell'impianto,
si predispongono i gruppi per la mungitura, con l'accortezza della verifica
dello stato dei tubetti corti (latte e vuoto) bucati o rotti, e la posizione
delle guaine sul portaguaina (non devono essere girate). Si inserisce
il filtro latte, si predispongono i collegamenti tra pompa latte e contenitore
refrigerato, si interviene sui comandi d'accensione dei componenti dell'impianto
di mungitura. Dopo che tutto è in funzione si controlla il livello
di vuoto, sul vuotometro presente in sala di mungitura, l'indicatore
in movimento deve sovrapporsi a quello fisso o rimanere
nella fascia del quadrante indicata con colorazione diversa, si verifica
il funzionamento del
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regolatore del vuoto (deve avere
il suo rumore d'ingresso aria caratteristico), e il funzionamento
(battiti) dei pulsatori.
Nei nuovi impianti è consigliabile installare vuotometri predisposti
per il controllo delle variazioni di vuoto nell'impianto di mungitura.
Al vuotometro, si indica il vuoto nominale dell'impianto, questi,
segnala con un allarme visivo o sonoro tutte le volte che il vuoto
varia.
Organizzazione del lavoro
La mungitura deve essere effettuata allo stesso modo
giorno dopo giorno. Si cambia solo se la routine è errata e
deve essere modificata. La corretta organizzazione del lavoro vuole
che il mungitore abbia chiaro (come già riportato):
1)identificare le vacche trattate (antibiotici);
2)mungere per prime le vacche fresche;
3)mungere per ultime le vacche infette;
4)non fare "letto" durante o poco prima della mungitura;
5) è meglio dare insilati o mangimi dopo la mungitura.
Come già spiegato, è necessario uno stimolo
per mungere il latte. I capezzoli, più che la mammella, sono
responsabili di inviare un segnale. L'eliminazione dei primi spruzzi,
il lavare e asciugare i capezzoli sono azioni che confermano alla
vacca l'inizio della mungitura. E' importante capire che l'effetto
dell'ossitocina non è permanente, aumenta fino ad un minuto
per poi calare, quindi il gruppo deve essere attaccato entro quel
tempo 30 secondi per vacche fresche e ad alta produzione, 50 secondi
- un minuto per vacche poco produttive o verso l'asciutta. La stimolazione
dei capezzoli produce anche un effetto secondario sulla messa latte.
Se la vacca è stressata, spaventata, ecc. può avere
effetti contrari e trattiene il latte, poiché entra in circolo
adrenalina. Importante che la mungitura sia uguale e fatta dalle stesse
persone ogni volta. Evitare la presenza d'estranei durante la mungitura.
Da prove fatte da ricercatori è stato osservato che vacche
trattate in modo "brusco" hanno trattenuto (e perso) 1,5
Kg di latte in più rispetto ad un gruppo di vacche trattate
con gentilezza. In mungitura si presentano anche vacche problema,
come vacche in calore manze all'inizio di lattazione che tengono il
latte. Per le manze è importante abituarle ai locali di mungitura
prima ancora del parto, facendole passare alcune volte assieme alle
vacche da mungere. Per le vacche intervenire con stimolazioni naturali.
Se proprio non cedono il latte intervenire per una mungitura con una
iniezione di ossitocina, poi stimolare e attaccare il gruppo. E' errore
grave utilizzare l'iniezione di ossitocina per diverse mungiture.
Se necessario bisogna capire la causa che porta queste vacche a non
cedere il latte.
La mungitura ha il maggior impatto sulla salute della mammella ed
è composta da una serie di piccoli gesti e dettagli che la
loro somma produce la differenza nel risultato.
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