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  8 Struttura macroscopica della mammella

La mammella della bovina è suddivisa in due metà distinte, separate da tessuto connettivo e dai legamenti sospensori mediani. Ciascuna metà è costituita da due ghiandole, anteriore e posteriore, dette comunemente quarti o quartieri. I quarti sono completamente separati tra di loro. La capacità dei quarti posteriori è generalmente superiore rispetto a quelli anteriori (60% i posteriori, 40% gli anteriori). La selezione e il miglioramento genetico, morfologico dovrebbero ridurre le differenze di capacità tra i quarti posteriori e anteriori. La mammella è principalmente sostenuta da una fascia di tessuto connettivo presente in ciascuna metà mammaria e formata dalla fusione dei legamenti sospensori mediano e laterale. I legamenti sospensori laterali costituiscono il principale sostegno della mammella, in quanto non contengono fibre elastiche e perciò non si distendono. Al contrario, tali fibre sono pre-senti nel legamento mediano che, potendosi perciò distendere, consente alle mammelle di proiettarsi verso l'esterno. Quando entrambi i legamenti cedono, la mammella diventa pendula e si abbassa verso il terreno. In questo caso oltre a diventare più vulnerabile agli agenti fisici e microbiologici e di lesioni al capezzolo, diventa problematico posizionare correttamente il gruppo di mungitura e permettere un funzionamento accettabile da parte della guaina. Il sistema vascolare per far raggiungere il sangue alla mammella è così composto: il sangue proveniente dal cuore, dall'aorta va all'arteria iliaca interna e all'arteria iliaca esterna, dove la prima con tre diramazioni irrora la ghiandola nel ramo posteriore, caudale e craniale, la seconda corrispondente a metà mammella. I nervi della mammella sono di origine mista, sono i mediatori del riflesso che stimola la discesa del latte, dando luogo alla liberazione dell'oxitocina da parte della postipofisi, i nervi non svolgono un ruolo diretto nella secrezione del latte. I capezzoli sono la componente fondamentale della mammella per la corretta scelta del tipo e forma di guaina da adottare in allevamento. Nella bovina, il numero normale è di quattro funzionali. La forma varia, da quella cilindrica, cioè con diametro costante per l'intera lunghezza, a quella affusata o conica, nel qual caso l'estremità libera è molto più sottile rispetto alla base. La lunghezza è estremamente variabile. La cute è sottile e sprovvista di peli e ghiandole cutanee. Nella parete è contenuto un plesso vascolare che si riempie di sangue sotto pressione quando i capezzoli sono stimolati favorendone in tal modo l'erezione che, a sua volta, facilita il deflusso del latte a seguito della mungitura, sia manuale che meccanica. La cisterna del capezzolo (sinus papillaris) è rivestita da un epitelio a doppio strato di cellule con una topografia variabile. Il punto di fusione fra la cisterna del capezzolo e della mammella, può essere presente una plica anulare che è appena percettibile oppure fortemente rilevata e, in quest'ultimo caso, impedisce la comunicazione fra le due cavità. E' causato molte volte dalla testa della guaina non adatta. L'epitelio di rivestimento, può in alcuni casi, risultare di tipo squamoso in corrispondenza delle creste e delle pliche. Queste modificazioni cellulari potrebbero rappresentare una reazione ad eventuali traumi di mungitura. Infatti, l'epitelio della cisterna del capezzolo ed i sottostanti tessuti possono reagire a tali traumi attraverso la formazione di tessuto cicatriziale. Quest'ultimo, se circoscritto, può provocare la formazione di un'escrescenza che si proietta nel lume ostacolando il flusso di latte, oppure in casi di traumi gravi, può ostruire l'intera cavità del capezzolo. La cisterna mammaria (sinus lactiferus) appare estremamente variabile per dimensioni e forma, all'interno sono presenti i grossi dotti in numero da otto a 12, si dipartono dalla cisterna mammaria per seguire il contorno esterno del quarto corrispondente, estendendosi nel paren-chima ghiandolare.

Lo stretto canale situato all'estremità del capezzolo è denominato dotto capillare o, più comunemente canale striato. Da diverse indagini fatte, la lunghezza di tale canale, sia dopo l'abbattimento e su animali vivi, con l'introduzione di una sottile canula di plastica o con una tecnica radiografica oscillante tra gli 8 e 10,5 mm. Il diametro del canale striato non presenta un diametro uniforme per tutta la sua lunghezza. Indagini radiografiche hanno evidenziato diametro medio


in prossimità dell'orefizio di 0,55 mm, 0,66 mm nella zona mediana, 0,82 mm nella estremità prossimale. In condizioni normali il canale striato, presenta alcune strutture anatomiche che fungono da barriera alla penetrazione dei microrganismi. L'efficienza di tale strutture appare massima alla prima lattazione e si affievolisce gradualmente in quelle successive con la conseguenza di maggior casi di mastite causate da mungitura errata e mal comportamento delle guaine. Il rivestimento interno del canale striato è costituito da un epitelio pavimentoso stratificato che la specifica disposizione che possono collabire fra di loro per la contrazione del muscolo dello sfintere. Questo epitelio subisce continui processi di cheratizzazione dal quale deriva del materiale di tipo sebaceo che si distacca e riempie il lume del canale. Questo materiale sebaceo contiene acidi grassi a lunga catena in elevata concentrazione che agiscono come batteriostatici nei confronti di alcuni agenti patogeni. In condizioni normali impediscono la moltiplicazione e la sopravvivenza dei microrganismi penetrati nel canale striato. Il canale striato termina in una serie di pliche, dette "Rosette di Furstenberg", la cui funzione è di trattenere il latte nell'intervallo fra le mungiture. Il canale striato è circondato da un vero sfintere costituito da un muscolo liscio disposto longitudinalmente con fibre circolari. Un capezzolo è indicato beante, quando il muscolo sfintere risulta incapace di mantenere la chiusura ermetica del canale. Diverse indagini indicano che esiste la predisposizione ad una maggiore incidenza di infiammazioni mammarie e successive mastiti in quei quarti che hanno il canale del capezzolo beante.

       

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