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Cellule
somatiche
Sono i leucociti (globuli bianchi del sangue) e le cellule di sfaldamento
provenienti dal tessuto mammario, presenti nel latte. La conta delle
cellule somatiche serve a misurare il grado di sofferenza della mammella
dovuta a: maltrattamenti, infiammazioni, mastiti subcliniche o manifeste.
In normali condizioni di salute, la loro presenza si attesta su valori
di 100.000 - 150.000 unità/ml di latte. Il numero delle cellule
somatiche aumenta per:
a) alterato funzionamento della macchina mungitrice, errata manualità
nelle varie fasi di mungitura, problemi di mungibilità di determinate
vacche per cattiva conformazione od altro;
b) scarsa igiene dell'ambiente, delle operazioni di mungitura, condizioni
di stress (sovraffollamento) e presenza e diffusione di agenti patogeni
causa di infezioni (mastiti);
C) squilibri alimentari o alimenti mal conservati (presenza di muffe,
micotossine, fermentazioni anomale ecc.).
Fattori condizionanti: impianto e tecnica di mungitura, ambiente,
gestione dell'allevamento, profilassi/terapia delle mastiti, alimentazione.
a) Impianto e Tecnica di mungitura:
1) vuoto eccessivo e fluttuante;
2) pulsatori malfunzionanti;
3) collettori sottodimensionati e mal funzionanti;
4) guaine deformate, usurate e non adatte alla mandria;
5) portata pompa vuoto insufficiente;
6) mal funzionamento regolatore vuoto;
8) vuoto inadeguato al tipo di impianto;
9) mancato rispetto dei tempi di ossitocinici;
11) sovramungitura;
12) utilizzo non corretto della trazione e stacco del gruppo di mungitura;
13) numero elevato di gruppi di mungitura sullo stesso lattodotto
(stalle con vacche legate);
14) lavaggio mammelle senza asciugatura;
15) mancato controllo ed eliminazione primi getti di latte.
b) Ambiente:
1) lettiera insufficiente per il carico
animale da sopportare;
2) lettiera inadeguata e maltenuta;
3) condizioni persistenti di stress (microclima inidoneo, gerarchie
nella mandria continuamente modificate, sovraffollamento, ecc.).
c) Gestione allevamento:
1) modificazioni frequenti dei gruppi;
2) assenza di periodici controlli del contenuto in cellule somatiche
per singolo capo;
3) consegna di latte di animali ma stitici o contenente colostro;
4) consegna di latte di bovine con lattazioni molto prolungate (tenere
sotto controllo il numero medio giorni di lattazione e l'interparto);
5) mancata cura di micro lesioni ai capezzoli, o di patologie dolorifiche;
6) mancata cura di problemi metabolici (chetosi, dismetabolie, epatosi)
d) Profilassi/terapia delle mastiti:
1) mancati o ritardati interventi terapeutici nelle mastiti sub cliniche
e cliniche;
2) mantenimento in allevamento di capi affetti da mastiti croniche;
3) utilizzo di farmaci non idonei, o modalità di somministrazione
errate;
4) mancati interventi di eradicazione per le mastiti a conta cellulare
alta.
e) Alimentazione:
1) frequenti modifiche della razione;
2) modifiche sostanziali alla razione effettuate senza la richiesta
gradualità;
3) sbilanciamento grave e prolungato dei componenti nutrizionali della
razione.
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Sostanze inibenti
Sono dei composti chimici utilizzati per uccidere od
impedire lo sviluppo di batteri o altri microrganismi.
Il latte che contiene antibiotici non è idoneo per l'alimentazione
umana; molte persone sono sensibili a questi farmaci e possono presentare
reazioni allergiche più o meno gravi: orticaria, shock anafilattico
ed antibiotico resistenza dovuti ad ingestione anche di piccolissime
quantità di questi residui.
Ogni qualvolta si somministra un antibiotico (sulfamidico o un farmaco
in genere) ad un animale in lattazione, se ne riscontrano inevitabilmente
tracce di esso nel latte, qualsiasi sia la modalità di somministrazione
(per via endomammaria, per via intramuscolare sottocutanea o endovena,
per via orale, per via vaginale o endouterina, per medicazioni di
ferite podali o cure di lesioni ai capezzoli ecc).
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