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Dedicato ai nostri produttori |
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All'inizio degli anni sessanta erano sempre più numerosi i produttori che aderivano alla cooperativa e le latterie che acquistavano le bottiglie di latte Granarolo. Il passo successivo era conquistare il consumatore in modo sicuro e stabile, attraverso l'immediata riconoscibilità del prodotto. L'idea fu geniale: Granarolo introdusse la capsula color oro a differenza delle altre industrìe che ancora tappavano le bottiglie con tappo color stagno. Naturalmente l'idea fu subito copiata, allora nacque il marchio della "g" animato da alcuni segni che rappresentano una bambina che beve il latte. |
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| In questi anni cominciavano anche le visite
agli stabilimenti e le feste del latte, un importante strumento
promozionale per creare un clima di stima, affetto e considerazione
intorno alla cooperativa. Tra il 1960 e il 1964 la cooperativa compì passi da gigante: in campagna la base |
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sociale aumentava, si era riorganizzata la raccolta e uniformato il prezzo di riferimento tra località e località. Il 22 novembre 1965 fu inaugurato il nuovo stabilimento in Via Cadriano, alle porte di Bologna, costruito grazie ad un prestito |
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| sociale al quale
aderirono soci, dipendenti e anche numerosi consumatori. Alla fine degli anni '60 |
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si assistette al cambiamento dell'organizzazione e della lavorazione stessa del latte. Basta con il latte sfuso, e anche con le bottiglie di vetro. Si diffondeva il brick, a forma di piramide e successivamente di parallelepipedo. Ma la vera rivoluzione avvenne nel commercio: con lo sviluppo della rete autostradale e con il miglioramento delle tecnologie il latte poteva |
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arrivare dappertutto. Granarolo cominciò a diventare nazionale. |
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